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Carta del Progetto Grafico

[b]Tesi per un dibattito sul progetto della comunicazione.[/b] In occasione della Preassemblea Aiap di Aosta giugno 1989 Tesi per un dibattito sul progetto della comunicazione. Il comitato di redazione della Carta del progetto grafico (Anceschi, Baule, Torri) stato espresso dalla commissione degli estensori (formata da Giovanni Anceschi, Giovanni Baule, Gelsomino DAmbrosio, Pino Grimaldi, Giancarlo Iliprandi, Giovanni Lussu, Alberto Marangoni, Gianfranco Torri) costituitasi ad Aosta in occasione della Preassemblea nazionale Aiap del 24 giugno 1989. La Carta del progetto grafico stata presentata il 27 novembre alla facolt di Architettura del Politecnico di Milano per lapposizione di un primo nucleo di firme; firme la cui raccolta proseguita e il cui significato va individuato nellapporto allavvio del dibattito che ne seguito. [b]1[/b] Noi osserviamo che il sistema della comunicazione e dellinformazione dispone oggi di una presenza generalizzata, di una diffusione capillare, di un assetto poderoso. lindustria della comunicazione e dellinformazione a porsi come traente nello scenario contemporaneo. Peraltro sono riscontrabili in parallelo inquietanti fenomeni di inquinamento visivo e di saturazione comunicativa, sintomi di un sistema in cui tecnologie e apparati, lontani dallessere autosufficienti, sono bisognosi di direzioni, di scelte e orientamenti progettati. La grafica ormai una presenza trasversale. Dove c comunicazione c grafica. Come la comunicazione essa dappertutto. La grafica l dove la cultura si fa editoria. La grafica l dove i sistemi di trasporto si stanno informatizzando. La grafica interviene nellassetto multimediale della politica. La grafica presente non solo nella divulgazione ma anche nella modellazione della scienza. La grafica in azione l dove il prodotto industriale interagisce con lutilizzazione. La grafica nella grande distribuzione dove il consumatore incontra la merce. La grafica anche nello sport, nellimmagine delle grandi manifestazioni come nella loro diffusione massmediale. ... [b]2[/b] Noi affermiamo una volta centralit del progetto grafico. Nella cultura iperindustriale di massa, la quantit, la frammentazione, la disomogeneit, la dislocazione nellofferta dei dati necessari alluomo per vivere, producono una domanda di nuove sintesi e di orientamento. E indubbiamente, lente, listituzione, limpresa che affronta il problema di comunicare fa gi un primo passo nella direzione di una qualificazione dei beni e dei servizi che produce. E ancora con la sua competenza nel pilotare lattenzione, nelloperare distinzioni percepibili, con la sua capacit di attribuire una forma e unidentit alla comunicazione, la grafica contribuisce a conferire esistenza alle strutture della societ. [b]3[/b] Indichiamo la grafica come attivit che colloca dunque dentro al sistema generale della progettualit orientata alle necessit delluomo. Accanto allurbanistica, allarchitettura, al design industriale, al disegno ambientale, essa non solo li affianca ma interagisce con essi. La grafica urbanistica nelle tecniche di prefigurazione, nei sistemi di visualizzazione e nei metodi di rappresentazione. La grafica architettura non solo in quanto strumento della stesura del progetto ma anche direttamente nella presenza della scrittura nelledificio costruito. La grafica disegno ambientale nella segnaletica cittadina, dei trasporti ecc. La grafica disegno industriale nella grafica del prodotto, nei cruscotti, nelle interfacce, nel packaging ecc. ... [b]4[/b] Come negli anni Trenta si avvertiva quello dellarchitettura come ruolo guida delle discipline del progetto, e negli anni Sessanta, nella transizione della produzione al consumo, il design industriale assumeva un ruolo di coordinamento concettuale, negli anni Novanta il progetto grafico a collocarsi in posizione strategica dentro la cultura del progetto. [b]5[/b] Per quanto articolata in numerosi settori e pur mostrando facce anche molto diverse, noi, che possiamo preferire di chiamarci autori o planner, designer o creativi, fotografi o illustratori, riconosciamo la nostra professione come unattivit unitaria. Cos come ribadiamo lunit della disciplina cui fa riferimento la cultura del grafico. Sul versante della pratica mentre osserviamo la transizione del mestiere alle specializzazioni, constatiamo anche che per poco ci si trovi ad affrontare un progetto complesso, il problema diventa quello del governo di processi e il ruolo assume i tratti di una regia. Daltronde, cio sul piano teorico, in tutte le diversissime procedure metodologiche dei singoli settori non difficile ritrovare connotati comuni nella maniera di strutturare i problemi e di risolverli. A entrambi questi aspetti, alla prassi e alla teoria, leghiamo il problema della formazione, che va ripensata e organizzata sulla base di questa identit rinnovata. In Italia registriamo, da questo punto di vista, un grande vuoto istituzionale. Ad esempio non esiste una facolt universitaria dedicata al progetto di comunicazione. Ma, nelle indagini analitiche dei linguaggi, delle culture e delle societ, in un programma di studi di storia e teoria della grafica, in una elaborazione sistemica e metodologica, e ancora nelle ricerche specificamente disciplinari del basic design, senza infine dimenticare lesplorazione e lo sviluppo delle potenzialit informatiche, noi intendiamo identificare i principali filoni di lavoro e i possibili riferimenti per un nuovo iter formativo. [b]6[/b] Lo storico della tecnica Sigfried Giedion scrisse nella prima met del nostro secolo un testo Il secondo stilema invece di natura tecnica, essendo rappresentato dalla presenza in calce alla pagina dellindirizzo Internet. Il sigillo http diventa infatti la garanzia delleffettiva capacit di comunicazione globale dellazienda, la firma che sottoscrive la presenza nella rete delle reti, che sancisce simbolicamente il sapore democratizzante della nuova era della comunicazione planetaria. Nei confronti dellinquinamento prodotto da una comunicativit pletorica e da una complementare indifferenza per la cultura dellimmagine, (risultato di una forma dellindustrializzazione dei processi comunicativi, dove lindustria massmediale e informazionale, prigioniera della ideologia dellorientamento al mercato, produce vulcanicamente informazione), noi sottolineiamo le nuove responsabilit del progettista grafico. Difendiamo il progetto della qualit nel campo della comunicazione visiva. Rivendichiamo nostre le responsabilit nei confronti dellutenza. Competenza questa che peraltro ci che ci viene richiesto dalla committenza pi avanzata. Noi dichiariamo pertanto il punto di vista dellutenza fondamento costante del nostro operatore. Poniamo il massimo dellattenzione oltre che al risultato finale della comunicazione, anche a una presenza dei momenti strutturali e organizzativi della macchina della comunicazione. Consideriamo tra i nostri compiti principali quello di agire dentro ai sistemi che producono standard (dal design di caratteri ai progetti di simbologie segnaletiche, dai programmi di immagine coordinata alle strategie di comunicazione, dai software grafici a tutte quelle elaborazioni che serviranno per produrre risultati finali). [b]7[/b] Ci impegniamo a mettere in atto tutte le iniziative che promuovano il riconoscimento della nostra identit professionale sia sul versante della societ in generale che presso la vasta gamma della nostra committenza. Con questa "carta" ci impegniamo a lavorare in prospettiva, come sta avvenendo in altri paesi e in assonanza con gli intenti delle organizzazioni internazionali e delle associazioni nazionali, ad una costituente della progettualit. Ci impegniamo inoltre a costruire un calendario delle iniziative per la divulgazione dei vari aspetti della professione e della disciplina.


( 1 giu 1989 )




Aiap
via Ponchielli, 3
20129 Milano

18 dicembre 2017

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