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Il segno alfabetico

Dicembre 1998
Galleria Aiap
viale Col di Lana 12
Milano


Lo sfondo della vita di Aldo Novarese è fatto di immagini: autoritratti, architetture, paesaggi, figure, nature morte, segni astratti, segni alfabetici, fissati con genialità in tantissimi espressivi disegni, quadri, ritratti con tutte le tecniche immaginabili, compresa la fotografia. Ma il vero Aldo Novarese che tutto il mondo ha conosciuto e ammirato è il Novarese progettista e disegnatore di caratteri da stampa.

La mostra, originariamente allestita presso i Portici del Lingotto a Torino, dal 15 maggio al 20 giugno 1998 è stata promossa da Progresso Grafico con il patrocinio della Provincia di Torino, del Politecnico di Torino e dell’Aiap, curata da Piero De Macchi.

Aldo Novarese, giovanissimo, che si era già distinto per le sue attitudini durante i corsi presso la Scuola tipografica, viene chiamato da Alessandro Butti, allora direttore dello Studio Artistico Nebiolo, come diretto collaboratore.
Nel 1952 si trova a dirigere lo Studio, e si impegna subito a sviluppare progetti in molte direzioni. Deve corrispondere alle esigenze commerciali, che gli vengono segnalate dalla direzione Nebiolo, ma ciò non gli impedisce di esprimersi con estro e genialità.
Degli anni Cinquanta sono il Garaldus, importante classico per testi editoriali, il Juliet, garbato corsivo inglese, il Cigno, elegante scritto, il progetto Recta, ricchissimo di variazioni seriali, l'Egizio che lo impegna per ben quattro anni, e poi fantasie come Slogan, Ritmo, Estro.

Aldo Novarese in questi anni si inserisce con entusiasmo negli annuali Rencontres de Lure, polo di interesse internazionale, dove convergono da tutto il mondo i migliori professionisti del carattere e della tipografia, con i quali scambia esperienze e discute problemi. Queste esperienze fanno sì che il suo lavoro sia notato da molti ambienti professionistici all'estero. Nel 1957 Novarese propone una sua classificazione degli stili dei caratteri tipografici, improntata a quella presentata da Maximilien Vox nel 1955.

La sua attività presso la Fonderia Caratteri Nebiolo prosegue intensamente. Del 1962 è l'Eurostile, derivato dal Microgramma di Butti, completato del minuscolo e di nuove serie, che riscuote un grande successo internazionale. Nel 1966 viene prodotto il Magister, e un anno dopo il Metropol e l'aperto e leggibile Oscar. Nel 1968, anno in cui disegna un altro scritto l'Elite, si sperimenta in Nebiolo un lavoro di équipe con un team di grafici, per integrare i progetti con le valutazioni dei fruitori. Nasce così il Forma, dal disegno fluido e accurato. che però sul piano commerciale non riesce a sfondare la massiccia presenza dei concorrenti Univers ed Helvetica. Con la stessa impostazione di lavoro viene disegnato il Dattilo, dal ritmo rotondo e luminoso, tecnicamente perfetto. Del l978 è lo Stop, il meno "tipografico" degli alfabeti di Novarese, forte e geniale sintesi del segno alfabetico. Con il 1978 si chiude un'epoca: il piombo è stato definitivamente superato dalle tecniche di fotocomposizione e l'informatica, ancor più flessibile, è alle porte.

La Fonderia Caratteri Nebiolo, all'età di cento anni esatti, cessa la sua attività. Immediatamente Aldo Novarese riceve richieste di collaborazione da ogni parte del mondo. Ha inizio così la sua attività ‘free lance’, che gli consente di pubblicare moltissimi lavori di successo, e di estendere molto lontano la sua notorietà.

Una classifica giapponese gli ha assegnato il primo posto per numero di caratteri prodotti. Sono veramente moltissimi (circa 200), e non si può qui ricordarli tutti. Ma bisogna citare almeno i principali: il Novarese, originalissimo nel corsivo, perché ne riprende la matrice cancelleresca, la quale anticamente conservava in tondo le lettere maiuscole (capitalis romana). Poi il Fenice, di grande successo internazionale, perfetta dimostrazione delle capacità stilistiche e tecniche di Aldo Novarese. Il Symbol, un'idea semplicissima per un grande risultato. Il Mixage, che riesce, insieme al bellissimo Delta, a dire ancora una parola nuova nella ramificatissima progenie dei lineari. E ancora il Nadianne, dove Novarese riesce a fondere il ritmo delle antiche cancelleresche con l'agilità quasi sensuale di uno scritto nitido e deciso. Bisogna poi ricordare le pubblicazioni di Novarese: Alfa-beta del 1964, Il carattere del 1957 e il Segno Alfabetico del 1971 più volte ristampate e tuttora unici strumenti per insegnare le basi del design delle lettere e della tipografia.

La mostra è stata curata da: Piero De Macchi.


(15 dic 1998 )


 

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Aiap
via Ponchielli, 3
20129 Milano

23 novembre 2017

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