Notizie

cerca

Comune di Napoli, un concorso senza idee

Condividiamo l'articolo di Pino Grimaldi, pubblicato oggi su Il Denaro (in edicola con Il Sole 24 Ore).

Si tratta di un'analisi, dura e condivisibile, sul bando di concorso del Comune di Napoli "Concorso di idee per la selezione di un'immagine coordinata della città di Napoli".

Aiap ne ha già parlato qui.

............................................................................

Il titolo di un recente bando del Comune di Napoli recita: "Concorso di idee per la selezione di un'immagine coordinata della città di Napoli". In nessuna città del mondo avrebbe potuto essere partorita una corbelleria simile e questo è un ulteriore gap culturale da colmare, in termini di comunicazione, tra Sud e Nord dell'Italia. Ciò che più stupisce e sconcerta – e ormai non più tanto − è che si possa varare un'iniziativa di comunicazione senza avere il benché minimo supporto consulenziale qualificato, al fine di evitare scivoloni grossolani.

Vediamo di analizzare l'iniziativa, almeno alla luce delle norme internazionali delle associazioni che regolano i concorsi di design: Icograda (International Council of graphic design association); Icsid (International Council of Societies of Industrial Design) e l'Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva) citandone solo tre.
Due ordini di motivi che possono aiutare ad analizzare il bando: il primo motivo, di carattere tecnico, riguarda la locuzione "immagine coordinata", desueto retaggio di una disciplina pre-accademica, che si sostanziava di "teorie implicite", ingenuo frutto del praticare un "mestiere" con un fragile statuto disciplinare ed una scarsa letteratura scientifica. A chiunque frequenti la comunicazione, anche in forma dilettantesca, risulta ormai piuttosto evidente che essendo l'immagine di una istituzione formata da elementi di natura materiale e molti altri di natura immateriale, intangibile, reputazionale e molte altre dimensioni indistinte, è del tutto insensato pensare che si possano "coordinare", men che meno che si "coordini una immagine" da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica e in occasione di partecipazione a fiere e borse del turismo. Dunque idee poche, confuse e onnicomprensive. Senza esagerare, risulta solo chiaro che non si sa di cosa si stia parlando.
È possibile coordinare una identità visiva − anche se oggi la pratica è soggetta al "revisionismo" indotto dalle leggi del mondo 2.0 − ovvero elementi pittogrammatici e iconografici, espressamente progettati per essere declinati in un sistema di design finalizzato a rappresentare un soggetto comunicante (istituzione, amministrazione, etc.) che desidera farsi "riconoscere" in quanto soggetto emittente della comunicazione.
Il secondo motivo è quello che in mancanza di idee e di competenza specialistica, si ricorra alla demagogia del concorso, aperto a tutti, che è − come dire − non sapersi assumere le responabilità politiche di scelte professionali; meglio il consenso rivolto ai tanti bravi dilettanti, studenti, simpatizzanti, "semplici cittadini", purché "in regola con il pagamento dei tributi". Ma ancora più stravagante è pensare che il roboante "percorso di turismo partecipato e sostenibile che l'amministrazione Comunale sta avviando" sia sostenuto da scelte con tanta approssimazione.

Infine − lo spazio non consente approfondimenti − ma ci sono tutta una serie di regole omesse: non è previsto un premio (l'idea è che "tanto faremo una mostra!"); non si conosce la giuria (che significa, per i professionisti, se vale la pena o meno partecipare); non sono richiesti elaborati specifici e dettagliati, per cui non sappiamo cosa ci serve, dunque non sappiamo cosa chiedervi.

Senza voler prendere alla lettera quello che diceva Hugo von Hofmannsthal: "Nel dilettantismo è il germe di un pervertimento morale", certamente in questa vicenda vi è almeno una grande superficialità.

Nella storia del marketing territoriale, perché la promozione turistica in questa area progettuale rientra tendenzialmente, l'esperienza più famosa è quella di Milton Glaser per New York. Scusate se è poco.

(Pino Grimaldi)


( 2 ago 2014 )


 

apri



Aiap
via Ponchielli, 3
20129 Milano

13 dicembre 2017

Cerca:


AIAP facebook page AIAP youtube channel