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Lettera aperta del Presidente Aiap in merito al bando per il logo della Regione Lazio

Per chiarire e per riflettere: 

Aiap ha collaborato alla stesura del bando. 
L'ente banditore a pubblicazione del bando non ha permesso ci fossero più di due esponenti Aiap regionali in giuria. 
Questi due esponenti regionali NON hanno votato il logo che ha vinto e, anzi, hanno evidenziato la pochezza e la fragilità di TUTTE le proposte pervenute. 
I restanti tre giurati hanno ritenuto, invece, di poter premiare il logo che avete visto. Nella redazione del bando, Aiap aveva evidenziato anche la necessità di allungare i tempi di progettazione, argomento che è stato recepito dall'amministrazione pubblica solo concedendo una minima proroga; anche questo, forse, spiega la scarsa qualità dei progetti pervenuti.
Questa la cronaca modesta di un paese modesto. 
Ha vinto la mediocrità. Noi (Aiap? Una classe intera di progettisti seri?) abbiamo perso.

Se vogliamo provare a fare una riflessione e capire come arginare queste derive, le risposte potrebbero essere due. 
La prima: diventare interlocutori istituzionali delle PPAA. Sono di questi ultimi mesi i contatti di Aiap con Consip, con il Ministero dell'economia e delle finanze e con quello dello sviluppo economico. 
Numerose le nostre lettere in caso di concorsi nati male fin dal briefing. Si vedano tutte le lettere pubblicate sui concorsi banditi da Zoopa oppure a questo proposito il bando per il Logo su Firenze sul quale abbiamo protestato duramente insieme all'ADCI.
Ora stiamo provando ad avere un contatto diretto con l'ANCI, associazione dei comuni italiani. 
Diventando interlocutori primi c'è speranza (non certezza) che si possa ragionare sulla cultura del progetto e su cosa ci si debba aspettare da concorsi di questo tipo. 

La seconda: il livello delle proposte che arriva in questi concorsi è veramente bassissimo. 
Costruire i contesti, elevare la qualità delle nostre proposte, avere il coraggio e la preparazione di poter presentare a questi concorsi delle proposte che facciano la differenza rispetto alla paccotiglia che dilaga, questo è quello che ognuno di noi potrebbe fare. 
Solo costruendo contesti possiamo sperare che la qualità si alzi e, soprattutto vi sia la possibilità indiscutibile di avere dei termini di paragone che parlino quasi da soli.
A Bologna è stato così. Non a caso un primo premio, e un secondo premio lasciato vuoto. Un segnale preciso sulle differenze qualitative dei progetti.

L'Aiap così come l'ADCI fa un sacco di cose, ore e ore di lavoro di alto volontariato che nessuno mai ripagherà. 
In quattro anni e più di 11.000 (contate e vere) ore di lavoro per Aiap gratuite posso dire in tutta franchezza che il problema è altrove e risiede nella costruzione di contesti di senso e la costruzione di una cultura di profondità, non di superficie. 
Dobbiamo tutti (e rubo le parole a Massimo Guastini dell'ADCI) fare di più. 

Vi riporto ciò che Massimo ha postato stamane: "Un gruppo di consiglieri e due presidenti non possono fronteggiare tutto da soli. (Ricordo che per vivere dobbiamo anche fare il nostro lavoro). 
Sia io, sia ‪Daniela Piscitelli abbiamo idee analoghe su questo tipo di vicende. In agosto e settembre ci siamo coordinati negli interventi sulla vicenda Logo di Firenze. 
La vicepresidente Adci, ‪Paola Manfroni in agosto tornò dall'Inghilterra per incontrare alle 8.30 del mattino, l'Assessore allo sviluppo economico di Firenze, Laura Biagiotti:http://blog.adci.it/...i-firenze-prove-di-dialogo/ 
Adci e Aiap ci sono, tracciano linee guida, sono disponibili al confronto con le istituzioni e a condividere cultura della comunicazione, e buone pratiche nella gestione delle consultazioni e gare. 
Poi però occorre anche che Soci e non nella pratica quotidiana evitino di accorrere come mosche sulla merda per ogni bando Zooppa." 

Solo costruendo contesti (e non lo può fare, come dice Guastini, un gruppetto di consiglieri e due presidenti) possiamo sperare che la qualità si alzi e, soprattutto vi sia la possibilità indiscutibile di avere dei termini di paragone.
Non basta preoccuparsi delle cose, e lanciare un post. Occorre occuparsi delle cose e per farlo, ripeto, occorrono ore e ore di alto volontariato, che non ripagherà mai nessuno. 
Queste ore però ritornano, in termini di valore per tutti solo guardando a lunga scadenza. 

Chi ha voglia di occuparsi di parlare con le PPAA, sottraendo tempo al proprio lavoro, alla propria famiglia?
Chi ha voglia di mettere la propria faccia in giurie dove si va a litigare, di scrivere lettere che vengono archiviate e o di non essere presi nella minima considerazione dall'amministratore pubblico di turno?
Noi lo stiamo facendo. Qualcuno vuole darci una mano?

Daniela Piscitelli
Presidente Aiap


A destra la galleria dei progetti partecipanti al concorso per la realizzazione del Logo >>>


(13 feb 2014 )


 

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via Ponchielli, 3
20129 Milano

29 maggio 2017

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