È scomparso il 31 marzo 2010 Alfredo Profeta, socio Aiap dal 1982.
Nato a Napoli nel 1937, per molti grafici napoletani e campani ha rappresentato un riferimento di impegno professionale e culturale.
Il Consiglio Direttivo e l'Associazione tutta si uniscono al cordoglio di amici e familiari.
A Profeta, la recente la mostra "Campania Blur Design" organizzata in occasione di
Design Per, ha dedicato un cameo. Dal catalogo della mostra è tratto il testo che segue, a firma di Pino Grimaldi.
Alfredo Profeta, o del crederci ancora (1).
Pino Grimaldi
Liceo classico, una giurisprudenza senza entusiasmo, poi Alfredo Profeta ha fatto molti mestieri: impiegato, elettricista teatrale a Londra, regista teatrale a Napoli, dirigente di un’azienda editoriale, libraio, redattore e grafico, critico musicale, grafico professionista.
Ma è interessante considerare come tutto torna con coerenza nella storia di un itinerario formativo, anche avventuroso e ricco, come quello di Profeta, che ha incontrato nel suo percorso, artefice l’editore Gaetano Macchiaroli, molte figure di intellettuali, di napoletani-europei, come Giorgio Amendola, Luigi Compagnone, Ermanno Rea, Paolo Ricci, Riccardo Ricciardi, Manlio Rossi-Doria, Maurizio Valenzi, Vittorio Viviani, e tantissimi altri artisti, letterati, politici, editori, che gli hanno segnato le strade e il destino, nella cultura, come nella professione, nella visione politica.
La sua dimensione professionale nasce e si sviluppa dunque intorno a tre grandi insegnanti: il primo maestro è il libro, ma non il libro inteso solo come oggetto di book design, certamente anche quello, ma il libro vissuto nella sua più tradizionale e nobile funzione: lo studio non finalizzato, lo studio per passione, per curiosità, per amore, direi.
Da libraio (lui con più dotta umiltà scrive «commesso di libreria»), a dirigente editoriale, a progettista grafico, c’è un curioso itinerario al contrario, che va dalla progettazione, alla gestione, alla vendita ed al consumo del libro nella sua vita, ma sempre al centro dei suoi interessi.
Una conferma ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, che il book design non può essere attività da neofiti o da frequentatori occasionali dell’oggetto libro.
Né potrà dire molto, alle giovani generazioni, una lunga frequentazione del piombo delle linotypes, nel rapporto con gli operai della tipografia, laddove si imparavano regole professionali e di vita insieme, dove gli intelletuali del design grafico apprendevano dal proto le regole di base della buona pagina.
Il secondo maestro di Profeta è una maestra – ed è anche molto seduttiva – è la musica. Appassionato musicofilo, ma anche esperto musicologo e critico musicale, con la musica convive da tutta la vita, al punto da diventare egli stesso produttore di musica, fabbricatore di quel meraviglioso strumento di comunicazione che è il disco. Alfredo ha fondato e cura con testardaggine e con passione una piccola ma sofisticata casa di edizioni musicali, la «Imprint records»; è autore di tutto, dalle scelte al design delle confezioni; è totale padrone di ciò che ama e che vuol condividere con altri.
La musica, i libri e la grafica, dunque, sono parte importante del suo progetto di vita, con una precisa poetica: “ho tentato di trascodificare nel linguaggio grafico che ho provato a darmi, il rigore razionale e la spigolosa imprevedibilità di un assolo di sassofono (come quelli di Charlie Parker, di John Coltrane, di Eric Dolphy o di Ornette Coleman, per chi è in grado di intendere cosa voglio dire)”.
Anche Profeta è di quelli che hanno sognato di cambiare la società, il mondo, ma per sgombrare il campo da ogni possibile equivoca interpretazione, alla possibilità di costruire un mondo migliore ci crede ancora.
(1) Questo testo è tratto dal libro: Pino Grimaldi, Dalla grafica al Blur design. La comunicazione visiva in Campania, Electa Napoli, 2007. Nel volume i testi rappresentavano una sorta di omaggio a degli autentici “pionieri”, che ho intitolato Trittico: Franco Canale e Alfredo Profeta, il terzo autore era Gelsomino D’Ambrosio, mancato all’affetto di tutti nel 2006. (Il download di tutti i testi è disponibile presso: www.blurdesign.net).
Nella colonna a destra: manifesto "Noi che..." per AIAP, ADI, SMAU per la mostra itinerante "Segno, alfabeto, scritture, linguaggi", 1998; marchio per Centro di Urbanistica.
( 1 apr 2010 )
21 maggio 2012