Terni, martedì 23 Marzo ore 11.30. Utilità Manifesta 2010. Meno povertà, più dirittti. Progettisti in prima linea per la lotta allo spreco.Un tassello importante nella sensibilizzazione sociale ai temi “lotta alla povertà e all'esclusione sociale”. Attraverso la costituzione di una rete dinamica di operatori culturali, diversamente impegnati nella tutela e nello sviluppo dei valori e dei diritti fondamentali, in linea con le indicazioni della Commissione Europea per il 2010, il progetto Meno spreco più diritti di Utilità Manifesta / design for social e Molly&partners, vede in prima linea il design grafico e la responsabilità sociale legata al progetto di comunicazione. Il progetto on line "Immagina il benessere sostenibile per il pianeta" prevede il coinvolgimento di graphic designers, invitati a progettare un manifesto sul benessere sostenibile per il pianeta e industrial designers invitati a progettare un oggetto di uso quotidiano.
UM2010 è patrocinato da AIAP, in collaborazione con ADI Umbria.
Conferenza Stampa
Martedì 23 Marzo ore 11.30.
Meno povertà, più dirittti. Progettisti in prima linea per la lotta allo spreco.
Sala Consiliare / Palazzo Spada
Terni
intervengono
Leopoldo Di Girolamo / Sindaco di Terni
Roberto Iovino / Libera / Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie
Daniela Piscitelli / Presidente AIAP
Francesco Maria Giuli / Utilità manifesta-design for social
www.utilitamanifesta.it
e. info@utilitamanifesta.it
Produrre, Comprare, Consumare, Buttare sono gesti naturali ma dall'alto potenziale discriminante, che ogni giorno tracciano distanze sempre più profonde tra società e valori, persone e diritti, vita e dignità. Non sono lontani i tempi in cui Povertà suonava come Terzo Mondo, Escluso come diseredato e Responsabile come Capo del mondo. Oggi però le povertà si moltiplicano dentro l'Europa più avanzata, e competitiva, assumendo nuove forme e identità, contro i diritti fondamentali. Dopo aver rappresentato l'unità di misura del benessere individuale e di classe, l'atto immotivato del consumo viene adesso identificato con lo spreco che degenera nella negazione di diritti per tanti a beneficio di pochi.
Solo in Italia, 3 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà alimentare, senza risorse sufficienti all'acquisto di beni fondamentali per la sopravvivenza. Sono i nuovi poveri, i nuovi emarginati, non chiedono l'elemosina ma siedono nelle mense delle città. Ignorando disoccupazione e precariato crescenti, la globalizzazione, la corsa alla produzione e all'acquisto senza misura si sono trasformati in agenti isolanti per intere fasce di popolazione, accrescendo fenomeni di auto-emarginazione e incidendo, in maniera irreversibile, sulla qualità della vita e dell'ambiente.
Già nel 1987, il rapporto della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, Rapporto Brundtland, evidenzia il legame tra problemi ambientali, povertà nel mondo e distribuzione della ricchezza. Da quest'ultima i designers di Utilità Manifesta avviano un nuovo percorso di riflessione sui temi povertà ed esclusione sociale, in linea con le finalità dell'Unione Europea.
ll progetto oppone a una visione capitalistica del consumo - consumare di più per produrre di più, - una visione democratica e sostenibile - meno spreco più diritti. Sostiene che "un'economia sostenibile rappresenta nient'altro che un ordine sociale più alto, che si interessa delle generazioni future come delle attuali, più orientato al benessere di tutti”, attraverso una redistribuzione delle risorse e un utilizzo più razionale delle stesse.
Riflettendo sul ciclo di vita di ciascun prodotto, la responsabilità del progettista traduce di fatto l'idea che se i consumi non si possono eliminare si possono almeno contenere, partecipando all'azione di ritardare sempre di più la fase di smaltimento e di renderla sempre più compatibile con le esigenze ambientali e con l'affermazione e la tutela dei diritti primari.
Povertà e distribuzione accentratrice della ricchezza sono anche, inevitabilmente, risultato di azioni troppo deboli dirette alla sensibilizzazione sociale: operatore culturale sempre in prima linea, il designer può diffondere, realizzare e rendere visibile la cultura del recupero, del riciclo, del prima e del poi, adottando soluzioni progettuali che garantiscano il minore impatto possibile sulle persone e sull'ambiente.
(19 mar 2010 )
10 febbraio 2012