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Made in IUAV

Per la prima volta la Biennale ospita una mostra interamente dedicata al design. Venerdì 12 settembre 2008 alle ore 17.30 inaugura all'Arsenale Novissimo Spazio Thetis di Venezia, la mostra Made in IUAV che rimarrà aperta dal 14 settembre al 2 novembre 2008.

La Biennale di Venezia da oltre un secolo promuove le tendenze artistiche e culturali internazionali: arti visive, cinema, danza, musica, teatro e architettura. Il design è raramente entrato negli spazi delle Corderie, nei padiglioni dei Giardini o nelle sedi veneziane, e sempre in forma collaterale all’interno del settore arti visive e architettura: mostre sulle avanguardie storiche, sugli oggetti d’arte decorativa o sulle grandi opere in vetro di Murano.

Per la prima volta dalla sua fondazione nel 1895, la Biennale ospita quest’anno una mostra e una serie di eventi interamente dedicati al design. Una mostra che offre un panorama esaustivo: non solo sedie, tavoli e poltrone, ma un intero sistema industriale che ha reso l’Italia la patria del design. Una fama raggiunta grazie all’impegno dei maestri storici, alla collaborazione dei designer italiani e stranieri e alle aziende.

Se il made in Italy vuole restare grande nel mondo, deve formare e coltivare i nuovi talenti: da questa idea nasce “Made in Iuav”, per raccontare i primi sette anni di impegno della facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav di Venezia. Una scuola rinomata per l’architettura che ha deciso di dedicarsi interamente al progetto, e ha inaugurato una nuova forma di collaborazione con i progettisti, invitando talenti internazionali a insegnare nei corsi regolari e in workshop periodici. Così, più di 90 fra i più rinomati architetti, designer, grafici, fotografi e artisti internazionali sono stati docenti nelle sedi di Venezia e Treviso, mettendo la loro esperienza a disposizione degli studenti, formando i giovani talenti del futuro e costruendo la buona fama di questa università.

L’esperienza della facoltà di Design e Arti Iuav è stata resa possibile grazie al sostegno e alla collaborazione della Camera di commercio di Treviso, che oltre a fornire le risorse economiche per gestire i corsi di laurea di disegno industriale, comunicazione visiva e moda, rappresenta la naturale opportunità professionale degli studenti designer, grazie all’oltre mezzo milione di imprese esistenti nell’area metropolitana veneta compresa fra Padova, Vicenza, Venezia e Treviso. Perché oggi il valore aggiunto e culturale del design non serve solo alle aziende di mobili, ma è la chiave per rigenerare l’intero sistema industriale.

Made in Iuav è una mostra che offre una carrellata attraverso i migliori prodotti di più di 90 designer internazionali che hanno insegnato all’Università Iuav, dimostrando la circolarità fra Università e Professione: non più lontane e incapaci di comprendersi l’un l’altra, bensì in un dialogo fitto ed efficace, come dimostra l’accostamento fra i progetti dei docenti e i risultati di studenti ed ex studenti. Una mostra resa possibile anche grazie all’impegno della Fondazione Cassamarca, che tiene fede alla propria missione di promozione dello sviluppo economico e delle attività culturali, attraverso il sostegno a questa felice collaborazione tra impresa e cultura.

Made in Iuav è anche una mostra su una università che insegna il design con un modello innovativo, raccogliendo diversi modi di ideare, progettare e realizzare gli oggetti e gli artefatti comunicativi. Una scuola che in sette anni ha prodotto un proprio modo di operare, una propria filosofia progettuale e culturale basata sulla consapevolezza della complessità del progetto di design, sulla varietà delle sue applicazioni, del suo ruolo nel sistema economico, e infine del suo profondo valore etico e culturale. Una visione del design che vuole superare quella stereotipata del made in Italy: un design diverso, attento alle istanze sociali, aperto alle sfide dell’innovazione tecnologica, spinto in ambiti inaspettati e che investe il sistema della comunicazione.


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L’università del design fra ricerca e progetto


Che cos’è Made in Iuav?
È per prima cosa una mostra su un’università del design che, fin dalla nascita nel 2001, si è proposta come modello innovativo nel sistema della formazione del design, illustrata in un percorso fra più di 150 progetti di design del prodotto e della comunicazione realizzati da studenti, ex studenti e docenti.
È una carrellata fra diversi modi di ideare, progettare e realizzare gli oggetti e gli artefatti comunicativi, in un inconsueto accostamento fra i lavori degli studenti, degli ex studenti e quelli dei designer che negli anni sono stati i loro professori a Treviso e Venezia, per mettere in evidenza come i risultati didattici e progettuali sono il frutto di un insieme di elementi, fra i quali uno dei primi è la circolarità fra professione e università.

È un momento di riflessione sul progetto didattico sviluppato fin qui, sulla scia delle storiche scuole di design che attraverso l’esposizione del loro lavoro hanno inteso rendere pubblico il loro modo di fare design e di insegnarlo. Così si spiega il titolo Made in Iuav, che indica come l’università “produce” un suo modo di operare e una sua filosofia progettuale e culturale, basata sulla consapevolezza della complessità del progetto di design, della varietà dei suoi campi di applicazione, del suo ruolo nel sistema economico, produttivo e dei servizi, e non per ultimo del suo profondo valore etico e culturale.

Si intende così anche superare la visione di un made in Italy ormai stereotipata, per offrirne una più ampia e ricca. Accanto alle icone del migliore italian design, nei suggestivi spazi Thetis dell’Arsenale novissimo si snodano i prodotti di un design diverso, capace di dare risposte ai modi tradizionali di progettare e produrre, ma anche di spingere in avanti lo sguardo, sia nei campi dell’etica, delle emergenze sociali e dell’ambiente, sia in quelli della sperimentazione, della prefigurazione e dell’invenzione. Un design aperto alle sfide della tecnologia (applicazioni di sensori e attuatori, di nanotecnologie, di fonti energetiche alternative per migliorare le prestazioni degli oggetti, la loro efficienza energetica, la loro qualità sensibile); un design attento all’utenza allargata, al benessere e alla salute (gli attrezzi per diversamente abili, i servizi e i sistemi di monitoraggio, cura e soccorso); un design spinto in ambiti inaspettati (i grandi impianti industriali, le macchine utensili e quelle operatrici); un design che investe tutta la variegata e multiforme galassia del comunicare (i manifesti, i prodotti dell’editoria, i sistemi della segnaletica, l’immagine coordinata, ma anche i siti web, la grafica in movimento, il filmato).

Ancora, Made in Iuav è la testimonianza di una collaborazione autentica fra l’università e i numerosi attori del sistema territoriale, istituzionali, culturali, economici e produttivi che negli anni hanno sostenuto la crescita del design nel Nord Est. Proprio questa integrazione, radicata su uno dei territori più vitali e avanzati a livello europeo, configura un polo della creatività e del design unico nel suo genere.

Infine, Made in Iuav è anche un ringraziamento agli oltre novanta designer, noti e meno noti, giovani, giovanissimi e sempre giovani, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno dedicato alla nostra università la loro professionalità e la loro passione per il design. La loro presenza ha garantito una grande varietà dei modi di fare didattica, dai laboratori ai corsi istituzionali, alle molte iniziative che negli anni hanno segnato un cambio di ritmo nella normale attività universitaria – gli stage presso le aziende, i workshop, le attività culturali.



designer docenti 2001-2008
Flavia Alves de Souza
Giovanni Anceschi
Louis Armand
Tomoko Azumi
Enrico Azzimonti
Laura Badalucco
Martine Bedin
Sebastian Bergne
Enzo Berti
Riccardo Blumer
Michael Burke
Sergio Calatroni
Enrico Camplani
Giorgio Camuffo
Massimo Canali
Ginette Caron
Medardo Chiapponi
Aldo Cibic
Franco Clivio
Gillian Crampton Smith
Artemio Croatto
Michael De Boer
Michele De Lucchi
Gabriele De Vecchi
Daniel Eatock
Paolo Favaretto
Paolo Ferrari
Marco Ferreri
Bruce Fifield
Jozeph Forakis
Peter Fraterdeus
Luca Gafforio
Carlo Gàino
Piera Grandesso
Isao Hosoe
Giulio Iacchetti
Kazuyo Komoda
Masahiko Kubo
Paolo Lomazzi
Corrado Loschi
Francesco Lucchese
Antonio Macchi Cassia
Massimo Magrì
Raffaella Mangiarotti
Luigi Mascheroni

Alberto Meda
Sergio Menichelli
Francesco Messina
Angelo Micheli
Ico Migliore
Simon Moore
Laura Morandini
Gaddo Morpurgo
Ron Nabarro
Laura Negrini
Paolo Orlandini
Donata Paruccini
Alessandro Pedron
Gianluigi Pescolderung
Roberto Pezzetta
Gabriele Pezzini
Mario Piazza
Marco Pietrosante
Fabio Pittarello
Sergio Polano
Alberto Prandi
Ramin Razani
Davide Riboli
Emo Risaliti
Paolo Rizzatto
Piergiorgio Robino
Daniela Rossi
Marc Sadler
Denis Santachiara
Tobia Scarpa
Gabriele Schiavon
Wolfgang Sheppe
Naoko Shintani
Benno Simma
Leonardo Sonnoli
Francesco Subioli
Ilkka Suppanen
Philip Tabor
Alex Terzariol
Mario Varesco
Pierpaolo Vetta
Valerio Vinaccia
Miro Zagnoli
Michele Zannoni
Marcello Ziliani
Marco Zito


(12 set 2008 )


 

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Aiap
via Ponchielli, 3
20129 Milano

26 giugno 2017

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