Siracusa: mostra La forza degli Dei
Palazzo Greco
Siracusa
dal 14 aprile 2007
Quando Tommaso Gargallo e il Comitato promotore delle Rappresentazioni Classiche commissionarono il primo manifesto degli spettacoli, l'artista Metlicovitz ideò due bozzetti: il primo raffigurante una figura muliebre con due maschere, il secondo, il Teatro Greco di Siracusa, con al centro un tripode fiammante cinto da una corona di alloro. Alla figura muliebre i committenti preferirono l'immagine del teatro e fu chiesto che si intravedesse in lontananza il profilo della città: il dramma antico veniva così inscindibilmente connesso al luogo-simbolo di Siracusa. Il teatro, questo teatro, diventa dunque cifra stilistica e insieme luogo prescelto ad accogliere i segni dell'Antico rimescolati in modo quasi magico al paesaggio e agli elementi naturali. Aria. E' il vento che cessa di soffiare condannando la flotta di Agamennone ad un forzato soggiorno nell'Aulide, dove gli dei impongono il sacrificio di Ifigenia. Acqua.Il mare stantio che avvolge come il destino i guerrieri e le loro navi. E la nave diventa metafora della città che Eteocle non riesce a governare, come un nocchiero senza speranza. Terra. Lo spettacolo continua, nella cavea, negli strapiombi delle latomie che hanno lo stesso colore della pietra che avvolge Antigone, la vergine sepolta viva da Creonte. Fuoco. Il disco del sole su cui fugge Medea, come una furia radiosa, e le fiaccole di Cassandra, che come un demone vendicatore esulta vedendo nel futuro ogni fotogramma della morte di Agamennone. Personaggi indimenticabili, simboli di un destino insondabile. L'onnipotenza degli dei, la fragilità degli uomini, anche di chi un tempo stato felice e potente, come la regina Ecuba. E ogni volta sembra che qualcuno ci chiami in causa tutti, a rispondere di persona.