Progetto grafico 23

 

L'uso delle immagini
a cura di Riccardo Falcinelli e Claude Marzotto

Il tema di lavoro parte dal presupposto che sia innanzitutto l’uso a determinare il significato di un’immagine. La stessa immagine assume significati diversi se pubblicata all’interno di un articolo giornalistico o su una scatola di packaging. L’impiego di immagini e immaginari preesistenti in nuovi contesti comunicativi può, volontariamente o meno, modificare, rinnovare, neutralizzare, sovvertire i significati precedentemente attribuiti alle stesse immagini.
Se è ormai un luogo comune dire che siamo circondati dalle immagini a maggior ragione c’è da chiedersi qual è il loro potere. L’ipertrofia iconografica ha reso esplicite le nostre responsabilità: più che un ipotetico significato delle immagini conta come decidiamo di usarle e queste scelte comportano conseguenze sul piano formale e più spesso etico. Si parla molto di fotografia in questo numero: le foto, con la loro apparente contiguità con il reale, appaiono come oggetti innocenti e ovvi (ne abbiamo migliaia nei nostri computer e telefonini) e, più dell’illustrazione o della pittura, sembrano oggi le immagini per eccellenza. Ma nulla è più insidioso dell’innocenza.

How Images are used
by Riccardo Falcinelli and Claude Marzotto

This working theme is based on the assumption that the meaning of an image is mainly determined by its use. The same image takes on different meanings whether it is published in a newspaper article or on a packaging item. The use of existing images and imagery in new communication contexts may have the consequence, intended or otherwise, of changing, renewing, neutralizing, subverting meanings previously assigned to those images.
Since it’s commonplace to say we’re surrounded by images, nowadays there’s all the more reason to wonder what their real power might be. This overgrowth of images has made our responsabilities clear: what counts more than any hypothetical meaning they might have is how we decide to use them. Such choices entail consequences on both formal and, more often, ethical levels. A lot of this issue deals with photography: photos, with their apparent contiguity to the real world, seem like innocent, obvious objects (we have thousands on our computers and mobile phones) and, more than illustration or painting, they seem like today’s default type of image. But there is nothing more insidious than innocence.


Sommario / Table of Contents

Progetto grafico 23
L’uso delle immagini / How images are used

[01]
Riccardo Falcinelli
Nuove iconologie e visual design
Il primo significato di un’immagine è il suo uso: la scelta, il taglio e i modi d’impiego sono pratiche trasversali e molteplici. Le tassonomie iconologiche si adeguano ai tempi, o forse li determinano.
New Iconologies and Visual Design
An image’s primary significance is how it’s used: its selection, cropping, and end use are practices with multiple, widespread implications. Iconological taxonomies adapt to the times, and perhaps also shape them.

[02]
Claude Marzotto
Il quadrato e il fantasma. Il Dizionario di Kolář
Il copia&incolla è ormai uno standard nell’elaborazione delle immagini. Vale la pena allora tornare al lavoro di Jiří Kolář, che ha fatto del collage non una mera tecnica ma un metodo, costruendo un sistema che ha attraversato trasversalmente la grafica e l’arte contemporanea.
The Square and the Specter: Kolář’s Dictionary
Cut and paste is now standard practice in image creation, so it’s especially timely to look back at the work of Jiří Kolář, who used collage not as a mere technique, but as a method for constructing a system that encompassed both graphic design and contemporary art.

[03]
Riccardo Finocchi – Antonio Perri
Sentire (e manipolare) le immagini fotografiche
Come la fotografia digitale trasforma il «patto di fruizione» con la referenza. E come il venir meno della fiducia nel riferimento al mondo reale ci anestetizza, in barba al «nuovo realismo».
Seeing, Sensing (and Manipulating) Photographic Images
A look at how digital photography transforms the “terms of use” for referencing, and how the decreasing trust in references’ relation to the real world anesthetizes us, in spite of any alleged “new realism.”

[04]
Federica Bardelli
Caleidoscopio mediterraneo
Una tesi di laurea indaga la rappresentazione delle identità nazionali attraverso la lente di Google Images e una serie di esperimenti visivi.
Mediterranean Kaleidoscope
A graduation thesis investigates representations of national identity through the lens of Google Images and a series of visual experiments.

[05]
Silvia Sfligiotti
«La collezione è di tutti»
Il Rijksmuseum di Amsterdam ha messo l’intera collezione – più di 125.000 immagini – a disposizione per il libero uso del pubblico, invitando gli spettatori a diventare utilizzatori e produttori.
“It’s Everyone’s Collection”
The Rijksmuseum in Amsterdam has made its entire collection—over 125,000 images—available to the public for free to use as it wishes, inviting viewers to become users and producers.

[06]
Federico Novaro
Far vedere gli oggetti
Fotografare i libri (rendendoli immagine) può trasformare la documentazione in strumento critico, dove sfumano i confini tra figure e parole, reperti e indizi.
A Question of Presentation
Photographing books (rendering them images) can transform the act of documentation into a critical tool, blurring the boundaries between figures and words, exhibits and pointers.

[07]
Monica Aldi – Stefano Vittori
Le storie in un’immagine.
Iconografie per la narrativa
Prima lezione di iconografia per la narrativa, raccontata dall’interno dell’officina di una delle maggiori case editrici italiane.
Stories in Images.
Iconography for fiction
A primer on iconography for fiction, from two professionals working at one of Italy’s largest publishers.

[08]
Manuela Fugenzi – Riccardo Falcinelli
Etica, verità e memoria
Il photoediting per l’editoria saggistica
Il photo editing come pratica critica: raccontato attraverso le riflessioni di Manuela Fugenzi, una delle interpreti più attente della cultura fotografica in Italia.
Ethics, Truth, and Memory
Photo Editing for Non-fiction Publishing
Photo editing viewed as a critical practice and told through the reflections of Manuela Fugenzi, one of Italy’s sharpest interpreters of photographic culture.

[09]
Anna Steiner
Il monito del bimbo di Varsavia
Anna Steiner ricorda una celebre copertina del padre Albe e difende la forza del documento fotografico dai dubbi sull’«uso e abuso» delle icone nella memoria storica.
A Warning From the Boy in Warsaw
Anna Steiner muses on one of her father Albe’s famous covers, and defends the power of photographic documents despite all doubts about the “use and abuse” of icons throughout historical memory.

[10]
Roberta Valtorta
Riprodurre, riutilizzare, risignificare le immagini
Uno sguardo all’inesauribile fortuna delle pratiche di appropriazione e riuso di immagini ready-made nel campo delle arti visive, dalle avanguardie ai Googlegrams.
Reproducing, Reusing, and Redefining the Meaning of Images
A look at the inexhaustible success of practices like appropriation and the reuse of ready-made images in the visual arts, from avant-garde works to Googlegrams.

[11]
Silvana Turzio
Insieme, appassionatamente
Un viaggio attraverso la storia del fotoromanzo ripercorre la storia d’amore tra testo e fotografia, dalle pagine di Grand Hotel ai giorni nostri passando per la magia antica del filatterio.
Together, Passionately
A voyage through the history of the fotoromanzo exploring the love affair between text and photography, from the pages of Grand Hotel to the present day, with a digression on the ancient magical powers of phylactery and tefillin.

[12]
Mario Rullo
Superfici narranti
L’uso delle immagini nella comunicazione di prodotto. Una passeggiata tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di invarianti retoriche e clausole consolidate.
Storytelling Surfaces
A stroll down supermarket aisles in search of standard rhetoric and established stipulations reveals the use of images in product advertising and packaging.

[13]
Donato Ricci
Documenti di scena. Assemblare una ricerca di metafisica empirica
Un progetto collaborativo diretto da Bruno Latour costruisce un repertorio multimediale per la ricerca scientifica e filosofica, nel segno di una nuova simbiosi tra database e narrazione.
Documents From the Scene: Assembling an Empirical Metaphysics
A collaborative project led by Bruno Latour builds a multimedia repertoire of scientific and philosophical research, indicating a new symbiosis between database and narration.

[14]
Andrea Salerno
Rebus Design
Nel rebus le immagini non significano ciò che raffigurano: le figure sono usate per rimandare a fonemi e non per rappresentare la realtà, mentre alle volte i caratteri tipografici possono esistere non come suoni ma come cose. Lo raccontiamo attraverso un caso di eccellenza: «La settimana Enigmistica», la rivista che in ottant’anni ne ha fissato gli standard, almeno in Italia.
Rebus Design
In a rebus, images don’t mean what they portray: figures refer to phonemes instead of representing reality, and sometimes typographic characters exist not as sounds but as things. Here we explore the rebus via the history of an exceptional publication, La Settimana Enigmistica, a magazine that over the past eighty years has set the standard for puzzle publications in Italy.

[15]
Pietro Corraini
Illustratori e anche un po’ archeologi
C’è chi compila archivi maniacali, chi esplora bancarelle o biblioteche, chi si immerge tra gli oggetti quotidiani con sguardo da extraterrestre: molti autori sono innanzitutto cercatori di immagini, ciascuno con una personale strategia di scavo.
Illustrators-cum-Archaeologists
There are those who compile maniacal archives, those who explore bookstalls and libraries, and those who move among everyday objects with alien eyes: many artists are first and foremost image seekers, and each has a unique, personal excavation strategy.

[16]
Leonardo Magrelli
Tipograffiti
Teoria, pratica e poetiche del graffitismo, per scoprire rapporti inattesi con la calligrafia e la tipografia, là dove i confini tra figure e scritture scompaiono.
Typograffiti
A look at the theory, practice, and poetics of graffiti art, uncovering its unexpected relationships to calligraphy and typography where the boundaries between visual figures and writing break down.

[17]
Valter Follo
I linguaggi dell’arte di Nelson Goodman
Breve introduzione a un classico della riflessione sullo statuto dei segni. Opera fondamentale quanto controversa, I linguaggi dell’arte rimane una pietra angolare nella biblioteca ideale del graphic design.
Nelson Goodman’s Languages of Art
A short introduction to a classic text on the theoretical foundations of “symbol systems.” A book as fundamental as it was controversial, Languages of Art remains a cornerstone of the ideal graphic design library.

[18]
Serena Brovelli
Scrivere è lecito. Leggere è cortesia
Le pubblicazioni sul graphic design proliferano. Ci sono i libri, le riviste, gli atti delle conferenze e, infine, i blog. Come ci si orienta in questo fiume di parole?
Writing is Allowed. Reading is Polite
Publications on graphic design proliferate. There are books, magazines, conference reports, and, finally, blogs. How can readers find their way amid this torrent of words?

[19]
Silvia Sfligiotti
Nel tempo / Over time
Il lavoro di James Langdon per Eastside Projects è un esempio significativo di comunicazione stratificata, sostenuta da un approccio narrativo.
Nel tempo / Over time
James Langdon’s work for Eastside Projects is a major example of layered communication sustained by a narrative approach.

[20]
Santo Alligo
Costantino Grondona: la preziosa arte del «calendarietto»
Il graphic design è sempre legato a oggetti e supporti precisi, non è mai solo una questione di stile. Oggi in molti sanno riconoscere lo stile liberty ma quanti sanno cos’era un calendarietto?
Costantino Grondona: The Fine Art of the “Calendarette”
Graphic design is never just a question of style, as it’s always tied to specific objects and supports. Today many people are familiar with art nouveau, but how many know what a “calendarette” is?


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18 ottobre 2017

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