Progetto Grafico

Progetto grafico 22

 

Spazio Comune
a cura di Serena Brovelli, Luigi Farrauto, Silvia Sfligiotti

PG 22, il secondo numero della nuova serie di Progetto grafico, è dedicato al tema dello spazio comune. Partendo dal diffuso interesse che in vari campi viene dato allo spazio pubblico e ai temi della condivisione, questo numero prova a esaminare i diversi modi in cui la comunicazione visiva se ne sta occupando. Lo fa scegliendo di parlare di spazio comune, e interpreta in senso ampio questo termine, analizzando non solo i luoghi fisici della comunicazione, ma anche i metodi e gli strumenti con cui viene messa in atto.

La prima area di indagine è quella più esplicitamente politica: partendo dai conflitti, più o meno espressi, che sono messi in atto nello spazio urbano, si arriva a esempi che mostrano come il concetto di design sociale stia trovando nuove e concrete interpretazioni. L’attenzione si rivolge anche alla comunicazione dei territori, non nel senso del puro branding ma come espressione di tutte le loro ricchezze e strumento di interazione sociale. Ma lo spazio comune si manifesta anche altrove, nelle comunità on line, nei progetti aperti alla partecipazione, nei caratteri tipografici, in immagini capaci di cambiare la percezione del nostro pianeta.

Common Space
by Serena Brovelli, Luigi Farrauto, Silvia Sfligiotti

PG22, the second issue of the new series of Progetto grafico, focuses on common space. Considerable interest has arisen across different domains in such themes as public space and sharing; based on this, an attempt is made in this issue to examine the different ways in which visual communication has been approaching such issues. We have chosen to discuss the idea of common space using the term in a broad sense, and analyze not just the physical locations where communication happens but also the methods and tools through which it is done.

The first area of research is more explicitly political in nature, spanning from the more or less overt conflicts that take place in the urban space to examples of how the idea of social design is being interpreted in new tangible ways. Attention is also devoted to territorial communication, not just as pure branding but as the expression of a territory's richness and a tool of social interaction. Common space, however, also reveals itself elsewhere: in online communities, in projects open to participation, in typefaces, in images that can change the way our planet is perceived.


Sommario /  Table of contents

Progetto grafico 22 – Spazio Comune
Indice

[01]
Serena Brovelli, Luigi Farrauto, Silvia Sfligiotti
La grafica è un luogo comune
Graphic Design is a Commonplace

[02]
Luigi Farrauto, Claudia Vago
Dal Cairo a New York, tra spazio comune, obblighi e divieti
La blogger Tigella ci racconta ciò che ha visto durante le manifestazioni di Occupy Wall Street, in quegli spazi a metà tra il pubblico e il privato, temporaneamente occupati e riempiti di senso dai cittadini.
From Cairo to New York, Between Common Space, Commands, and Bans
The blogger known as Tigella talks about what she saw during the Occupy Wall Street protests in the spaces—designated as somewhere between public and private—that citizens temporarily occupied and filled with meaning.

[03]
Andrea Facchetti
Il design come articolazione dei conflitti
In un momento in cui la rappresentazione dei conflitti è rimossa dalla scena sociale, il design della comunicazione può riportare in vista differenze e contraddizioni.
Design as an Articulation of Conflict
At a time in which the depiction of conflict is removed from the social sphere, communication design could bring differences and contradictions back into view.

[04]
Claude Marzotto
Formes Vives, militanti e contenti
Tre designer francesi, uniti in un collettivo, propongono un modello di grafica attiva che vuole superare i cliché per proporre un nuovo immaginario politico.
Formes Vives, Joyous Militants
Three French designers working as a collective offer a model of active graphic design that aims to go beyond clichés to propose a new political imaginary.

[05]
Silvia Sfligiotti
Un cantiere aperto
Un gruppo di giovani designer si riunisce per «progettare» modi di lavorare alternativi in un’epoca di precarietà e competitività. Gli strumenti? Studio, condivisione e collaborazione.
An Open Construction Site
A group of young designers gets together to “design” alternative ways of working in an uncertain, competitive job market. Their tools? Study, sharing, and collaboration.

[06]
Daniele Tonon
Smarriti tra le leggi, alla ricerca di una guida
A New York un’associazione non-profit unisce designer ed esperti per spiegare in modo accessibile alla cittadinanza le leggi e le loro conseguenze sulla vita quotidiana.
Lost in all the Laws, in Search of a Guide
In New York a non-profit association unites designers and experts to explain, in way accessible to the citizenry, the laws and their consequences in everyday life.

[07]
Serena Brovelli, Silvia Sfligiotti
In un luogo preciso. Lupo & Burtscher & Lungomare
A Bolzano, uno spazio per l’arte e uno studio di design lavorano insieme nei luoghi della città (e non solo) per dare vita a progetti fondati sul dialogo e sulla partecipazione.
In a Precise Place. Lupo & Burtscher & Lungomare
In Bolzano, an art space and a design studio work together in locations around the city (and beyond) to create projects centered on dialog and participation.

[08]
Project Projects
Che cos’è il design
Un manifesto per la Gwangju Design Biennale 2011 Academy series
Il manifesto proposto dallo studio newyorchese Project Projects invita a una pratica aperta e non autoreferenziale del graphic design.
What is design? A Manifesto for the Gwangju Design Biennale 2011 Academy series
The New York–based studio Project Projects’ manifesto calls for an open, non-self-referential graphic design practice.

[09]
Mario Fois
Condividere in rete: idee partecipative in tempo di crisi
Una riflessione sul mondo della rete, in un periodo di grandi cambiamenti in cui vale la pena valutare il modo in cui la partecipazione virtuale influenza e segna la vita reale.
Online Sharing: Participatory Ideas in a Time of Crisis.
Reflections on the online world during a period of major change in which it’s worth examining how virtual participation influences and affects life in the real world.

[10]
Maria Rosaria Digregorio
Progettazione come spazio comune
Ecco come alcuni giovani studi progettano nuovi spazi ponendo la collaborazione tra designer e utente al centro del processo creativo.
Design as Common Space
Here’s how a few young studios design new spaces that put the collaborations between designer and user at the center of the creative process.

[11]
Emanuela Bonini Lessing, Enrico Anguillari
Delta del Po: immagini del futuro per un presente comune
Una serie di workshop finalizzati all’analisi del territorio e alla visualizzazione di possibili scenari per il futuro del delta del Po.
The Po River Delta: Images of the Future for a Common Present
A series of workshops aims to analyze the territory and envision possible future scenarios for the Po River delta.

[12]
Roberto Gigliotti, Jonathan Pierini, Alvise Mattozzi
Segni e spazio pubblico alla Libera Università di Bolzano
Gli esiti di due workshop tenuti presso la Facoltà di design e arti della Libera Università di Bolzano in cui gli studenti si sono confrontati con esperienze progettuali legate al tema della città, dei suoi usi e della sua percezione.
Signs and Public Space at the Free University of Bozen-Bolzano
The results of two workshops held in the arts and design department of the Free University of Bozen-Bolzano (FUB), in which students grappled with design experiences related to the theme of the city, its uses, and the way it’s perceived.

[13]
Isabella Inti, Marco Tortoioli Ricci
Happinessie. Il mostro della felicità.
Workshop di 7 giorni sul riuso temporaneo dei luoghi e l’identità spontanea delle città
Durante una settimana, trentacinque studenti hanno esplorato la città di Perugia e i suoi spazi dimenticati, con l’obiettivo di renderli di nuovo «visibili» ai suoi abitanti.
Happinessie: The Happiness Fiend.
A 7-Day Workshop on Temporary Reuse of the City’s Spaces and Their Spontaneous Identity
Over the course of a week 35 students explored the city of Perugia and its forgotten spaces, with the goal of once again making them “visible” for city residents.

[14]
Riccardo Olocco
Un carattere oltre la balcanizzazione
Il Balkan non è solo un carattere tipografico, è un ponte tra due culture, tra due mondi vicini e lontani.
A Typeface Beyond Balkanization
Balkan is not only a typeface, it’s a bridge between two cultures, two worlds so near yet so far.

[15]
Dave Crossland
E se tutte le strade pubbliche italiane diventassero della Fiat o della Ford?
Riflessioni sulla libertà dei tipografi
Perché dovremmo accontentarci dei limiti imposti dal software proprietario? Il punto di vista di un designer che di mestiere «libera» le font.
What if all public roads in Italy became owned by Fiat—or Ford?
Thoughts on Freedom for Typographers
Why should we be satisfied accepting the limits imposed by proprietary software? The perspective of a designer who “frees” fonts for a living.

[16]
Stewart Brand
Perché non abbiamo ancora visto una fotografia di tutta la Terra?
L’ideatore del Whole Earth Catalog racconta la sua campagna del 1966 per la diffusione di una fotografia destinata a cambiare per sempre la percezione della Terra come spazio comune.
Why haven’t we seen a photograph of the whole Earth yet?
The creator of the Whole Earth Catalog talks about his 1966 campaign to circulate a photograph destined to change forever our perception of Earth as a common space.

[Fuori Tema]

[17]
Chiara Barbieri
Combinazioni di pezzi semplici. L’alfabeto universale del Bauhaus.
L’Universal di Bayer ha racchiuso tutti i miti del Bauhaus: utopie progressiste, razionalismo, semplificazione, standardizzazione.
A Combination of Simple Elements: The Universal Alphabet of the Bauhaus
Bayer’s Universal embodied the Bauhaus’s mythical ideals: progressive utopias, rationalism, simplification, standardization.

[18]
Alberto Lecaldano
Le vicissitudini dell’impresa. Note in margine a «Progetto grafico».
Riflessioni, consuntivi e divagazioni. Abbiamo chiesto a Alberto Lecaldano, ex direttore e fondatore di «Progetto grafico», qualche riga sui suoi 9 anni di lavoro.
The Vicissitudes of the Work: Marginal Notes on Progetto grafico
Reflections, reckonings, and digressions—we’ve asked Alberto Lecaldano, Progetto grafico’s founder and former editorial director, to write a few lines about his nine years of work with the magazine.

[19]
Riccardo Falcinelli
Una trilogia per Pintér
Ferenc Pintér e le copertine per Mondadori: tre volumi coordinati raccontano il lavoro di uno dei maestri dell’illustrazione editoriale in Italia.
A Trilogy for Pintér
A new three-volume set showcases Ferenc Pintér, one of Italy’s finest illustrators, and his covers for Mondadori.

[20]
Antonio Perri
Histoire de l’écriture. De l’idéogramme au multimédia
Anne-Marie Christin ha riunito 54 autori, francesi o francofoni, per una nuova storia della scrittura pubblicata da Flammarion. 

Anne-Marie Christin brought together 54 French and Francophone authors to compile a new history of writing published by Flammarion.

 


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22 dicembre 2014

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