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Aiap Design Per. Una scelta.

Pubblichiamo di seguito una riflessione di Daniela Piscitelli e Beppe Chia su “Design Per” (settimana internazionale della grafica, Napoli, 6-11 ottobre 2009).


La settimana internazionale della grafica si è appena conclusa e sentiamo l’esigenza di esplicitare meglio le motivazioni e le scelte che ne hanno segnato i percorsi e i destini. Questo perché spesso, a chi sta dentro le cose, sembrano palesi le dinamiche mentre poi si scopre che tanti aspetti restano di difficile lettura per chi rimane sulla superficie delle cose, da semplice fruitore.
Alla base di tutte le scelte vi è stata la profonda volontà di scardinare una serie di abitudini che hanno portato, nel tempo, l’Aiap a realizzare gli eventi annuali legati all’assemblea, sempre in maniera circoscritta nel Consiglio Direttivo e, comunque, sempre come corollario all’assemblea.
Fermo restando l’idea portante che questi eventi debbano fare da collante per l’intero corpo associativo e che, quindi, vadano associati, anno per anno, all’assemblea annuale, le motivazioni si sono però arricchite di altre considerazioni che ci piacerebbe condividere e verificare con voi.

 
Aiap e il corpo associativo

Fino allo scorso anno la realizzazione dell’evento annuale è stata costruita principalmente all’interno del Consiglio Direttivo chiedendo affiancamento ai soci presenti sul territorio scelto per l’evento, così come le decisioni sia sugli aspetti culturali che strategici sono state prese e condivise dal Consiglio Direttivo e da piccoli gruppi di collaboratori.
L’idea di “Design Per” è, invece, quella di innescare un circuito virtuoso molto più articolato attraverso il meccanismo delle curatele.
Come avete potuto constatare, l’evento generale era suddiviso in micro-eventi ognuno avente una curatela. Questo meccanismo permette nell’ordine:
   1. un maggior coinvolgimento da parte di soci proponenti
   2. una maggiore articolazione del Panel nell’offerta
   3. una rosa di temi/proposte più ricca e articolata
   4. infine, ma non certo ultimo, un coinvolgimento ed una partecipazione maggiore, in termini di protagonismo e autorevolezza, da parte dei curatori che, a pieno titolo, hanno la responsabilità scientifica del proprio evento.


Aiap e i temi del progetto

Le scorse edizioni degli eventi erano il frutto di valutazioni nate e sviluppate all’interno del Consiglio Direttivo. Tutti gli eventi nascevano sine paternità, a parte Multiverso che però non nasceva come evento di affiancamento all’assemblea annuale.
L’idea di “Design Per” è quella di avere sempre una curatela scientifica e organizzativa che, anno per anno, si prenderà la responsabilità dell’edizione. Questa curatela sarà interna, per ovvie motivazioni strategiche e organizzative, al Consiglio Direttivo. Però si è pensato di inserire una importante novità: la presenza, cioè, di un comitato scientifico super partes.
Quest’anno è stato composto da tre autorevoli esponenti (Piazza, Anceschi, Grimaldi) ma l’idea è che questo sia solo un embrione di un comitato scientifico più ampio che nel tempo possa strutturarsi.
Un comitato scientifico, ricco e autorevole consentirà nel tempo, ad Aiap, di avere:
   1. maggiore autorevolezza,
   2. maggiore visibilità,
   3. maggiore ricaduta negli ambiti del progetto di design,
   4. maggiore capacità di penetrazione negli ambiti sia professionali che scientifici.


Aiap e i territori

   A - Con “Design Per” si vuole attivare un maggiore coinvolgimento da parte dei soci locali partendo proprio dalla cura dell’immagine coordinata.
Per Napoli la scelta è stata quella di coinvolgere tre soci “giovani” e due soci “storici”. Questi ultimi hanno declinato l’offerta per lasciare spazio, nobilmente, ai soci più giovani. Ne è nata così una divertita/divertente collaborazione che ha portato, intorno ad uno stesso tavolo, strutture nella professione concorrenti. Il risultato è stato:
   1. una articolata declinazione delle “X” che, nel tempo potrà diventare (ci auguriamo) una mostra di “X” tutte firmate design italiano (ma magari anche internazionale, perché no?)
   2. un coinvolgimento che ha fatto sentire i soci come “appartenenti” all’associazione.

   B - L’idea degli open studios ha significato rendere attivi e partecipativi tutti i soci del territorio aprendo i propri spazi del progetto all’esterno, ognuno con le modalità che riteneva essere più consone. Un modo per “mostrare” e “mostrarsi” senza il rischio della passerella scientifica, ma solo con la modestia e la semplicità di chi vuole aprire i propri ambiti quotidiani del progetto, mostrando il proprio “fare”, le proprie procedure, il mood dei propri uffici. Qualcuno si è semplicemente “mostrato” altri hanno invece progettato serate ad hoc e a tema.

   C - L’idea di disseminare su un territorio ampio tanti eventi e micro-eventi significava “segnare un territorio”. Significava portare l’Aiap in tutta la città coinvolgendo quante più istituzioni possibile, sia pubbliche che private.
Questo in termini di politica associativa ha significato mostrare come l’Aiap ha la capacità di essere ovunque (università, musei, centri di formazione privata), ma ha anche significato mostrare la volontà di convogliare quante più forze locali ad un progetto comune.
La collaborazione è stata ampia: dai musei agli studenti, passando per i direttori e finendo ai giornalisti, tutti hanno partecipato e si sono sentiti parte in causa di un evento che avrebbe premiato tutti ed avrebbe coinvolto tutti. I risultati veramente imprevedibili in ordine di partecipazione, collaborazione, entusiasmo.


Aiap e le istituzioni

L’Aiap non si è mai posta seriamente il problema delle istituzioni divenendo, di volta in volta, interlocutore ora di un ministro, ora di un governo, ora di un istituto di formazione.
Per la prima volta, con “Design Per”, l’Aiap si è posta come organismo super partes riuscendo a convogliare, intorno ad uno stesso tavolo, differenti istituzioni concorrenti e nemici tra loro:
All’inaugurazione erano infatti presenti:
- il Magnifico Rettore della Sun
- il Preside (e il preside eletto) della Facoltà di Architettura della Sun
- la Direttrice dell’Accademia di Belle Arti
- l’Assessore alla Cultura
- il Presidente dei corsi di laurea in Disegno Industriale
- la Direttrice del Pan.

Ciò significa che, in termini politici, erano seduti e obbligati a confrontarsi:
   1. i tre organi interni alle università (rettore, preside e presidenti) che notoriamente si fanno la guerra e che usano il design solo come leva per farsi promozione e dove la comunicazione visiva è terreno di conquista da parte di differenti settori disciplinari.
   2. l’Accademia di Belle Arti (che, di fatto, ha le cattedre in graphic design)
   3. l’Assessorato alla Cultura (richiedendo una maggiore presenza sul territorio e una maggiore attenzione ai temi del progetto)
   4. il Direttore del Pan (Centro di divulgazione delle arti del contemporaneo a gestione comunale).

Non a caso la giornata inaugurale è stata (con grande fatica da parte nostra) splittata su tre luoghi differenti (Rettorato, Accademia, Pan) proprio per sottolineare da parte di Aiap la volontà a:
   1. essere capillare sul territorio
   2. essere super partes rispetto alle politiche e alle beghe interne.

L’ideale, per il futuro, sarebbe quello di avere sempre un Panel ampio e articolato come quello che si è visto a Napoli.
 
Infine aver fatto convivere musei pubblici e musei privati ha consolidato l’idea che Aiap sia realmente trasversale alle politiche e alle dinamiche locali, ponendosi come interlocutore attento e superiore.



Non sappiamo quanto tutte queste considerazioni e queste scelte siano state evidenti. Sicuramente ci saranno stati errori e sbavature e, di questo, ce ne assumiamo tutta la responsabilità. Sicuramente molte cose avrebbero potuto essere svolte meglio o diversamente. Ce ne scusiamo ma, credeteci, l’evento era veramente imponente e ci siamo assunti un rischio che pochi si sarebbero accollati. In poco tempo e con risorse veramente esigue sia in termini economici che umani.
Tanto altro è invece andato ben oltre le nostre più rosee aspettative con una affluenza di pubblico imbarazzante per numero e attenzione. Abbiamo stimato circa 600 persone nella giornata delle inaugurazioni ed una affluenza di pubblico di circa 300 persone al giorno e circa 170/200 per ogni evento. La giornata conclusiva si stima si siano avvicendate circa 500 persone. Le mostre non siamo in grado di capire quanta affluenza abbiano avuto ma sappiamo che sono state visitatissime creando un collegamento virtuoso in tutte le sedi coinvolte.

Insomma crediamo si sia segnato un passo importante per il futuro costruendo un format in grado di convogliare più associati, più idee, più confronti. In una parola: più punti di vista.

Il nostro desiderio è quello di riuscire a convogliare, anche per l’assemblea annuale, quante più risorse possibili perché se è vero che 120 votanti sono un record nella storia dell’Aiap, è pur vero che rappresentano poco più del 20% dell’intero corpo associativo che vanta, ad oggi, circa 700 soci. Ciò significa che molto vi è da fare per creare un clima collaborativo, partecipativo e propositivo tale da convogliare gran parte della base associativa, disseminata, mi auguro, sull’intero territorio nazionale.

Un caro saluto e un grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto, aiutato, affiancato e criticato nella speranza che questa possa essere la prima di una serie di edizioni sempre migliori.

Daniela Piscitelli
Beppe Chia


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19 ottobre 2017

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