Pino Tovaglia


Catalogo edito dall’AIAP
Associazione Italiana Creativi Comunicazione Visiva,
in occasione della mostra a Bologna aprile 1984

Hanno collaborato alla realizzazione
del volume e della mostra:

Roberto Barbieri
Mariangiola Falconi
Andrea Gnecchi Ruscone
Roberto Pieraccini
Valeriano Piozzi
Annamaria Sironi

Ricerca materiale: Anna Fantini

Nel catalogo sono presenti i contributi scritti di
Franco Grignani, Giovanni Anceschi e Bruno Munari,
oltre ad una biografia del graphic designer.

"Ricordiamoci di Pino Tovaglia - In tutte le mostre che si sono aperte in questi ultimissimi anni, nelle pagine di recenti riviste di grafica e persino negli annuari, troviamo puntuali ancora le immagini del lavoro del nostro amico Pino Tovaglia, come fecesse credere si fosse assentato un momento per intensificare, nel suo studio di via Tessa, l’impegno nei suoi ultini elaborati. Questo mistero va subito svelato perché dietro a questa sottile puntualità c’è sempre la sua compagna Karla, attenta di volta in volta, a non consumare tutto il materialedegli ultimi tempi, ma a ben dosarlo per prolungare la continuà del suo lavoro. Con questa mostra che si apre qui, a Bologna, l’AIAP, decisa più che mai a divulgare e a additare qualità grafiche e comportamenti professionali basilari, propone questa esemplare raccolta dei lavori di Pino Tovaglia, non solo per un doveroso omaggio a un caro amico troppo presto scomparso, ma come documentazione di una forte creatività sorretta da disciplina sperimentale cosciente di imporre una emblematica di forte visualità, una raccolta intelletiva di possibilità estensive che fanno brillare l’impegnativo lavoro di Tovaglia. Pino l’ho avuto compagno per anni, insieme ad altri, in un lavoro di consulenza alle fonderie Nebiolo per la ricerca di segni alfabetici nuovi ancorati alle istanze della produzione industriale della tipografia: regole geometriche, leggibilità, visualità, largo uso, sintesi e bella forma erano gli incentivi dove la sua attività era più espressa, un lavoro complesso dove affluiva la sua presenza nel sensibile. Pino apparteneva alla seconda generazione della grafica in Italia, ma aveva subito intuito che senza il processo e il ricavo della sperimentazione grafica, il suo lavoro di graphic designer non poteva comprendere con il rapido consumo delle immagini e, per questo, generosamente ricercava attarverso nuove formulazioni originali possibilita espressive. Le nuove leve della grafica devono imparare da questi documenti esposti l’originale metedologia che rivela in sintesi scopo e  funzione, dove il segno corposo e violento diventa pura comunicazione in un tempo veloce. Franco Grignani"


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19 dicembre 2018

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